4.3.12

IlPostSottoIlMare



Non è difficile comunque capire di cosa stanno parlando, perché i catalani parlano sempre della stessa cosa, cioè di lavoro. Appena si riuniscono due o più catalani, ciascuno racconta del suo lavoro con profusione di dettagli. Con sette o otto termini (esclusiva, commissioni, portafoglio clienti e qualche altro) montano un dibattito animatissimo, che può durare all'infinito. Non esiste sulla terra gente più dedita al lavoro dei catalani. Se sapessero fare qualcosa, diventerebbero padroni del mondo.
(Eduardo Mendoza)





Sappiatelo: cuocaprecaria ha attualmente il blocco della cuocaprecaria.
Blocco aggravato dal fatto che l'8 marzo compirà due anni di vita barcellonese. Cosa che a suo parere non ha senso, perché lei si trova qui da una manciata di giorni, al massimo da qualche mese.
Dovrebbe quindi scrivere un post commemorativo per il biennio catalano. Ma diosolosa se le va. 
E poi, oh, mica è facile descrivere un posto quando ci vivi dentro. È come raccontare com'è il mare quando sei sott'acqua. 

La cosa più catalana che posso fare al momento è propinarvi la ricetta della coca de recapte.
Tutto il resto è confuso e fatto di mare, di vento, di odore di pesce al mercato e di puzza di piscio in certi vicoli del centro, di turisti, di spagnoli, di catalani, di biciclette, di metro, di ladri, di Ramblas, di lavoro, di siesta, di fiesta, di paura, di gioia, di speranza, di foglie di platano, di strade lunghissime ma di percorsi sempre brevi, di feste di quartiere che ogni quartiere ha la sua, di pachistani, di cinesi, di sudamericani, di accenti, suoni, lingue, dialetti, parole. Tutte le parole tranne le mie, che ho il blocco.
Tutto il resto è confuso e fatto di gente, tutta quella che ho incontrato, tutta quella che incontrerò, di tutto quello che mi hanno dato, di tutto quello che mi hanno detto. Una delle cose più belle: un pomeriggio di sole seduta in un caffè un tizio passa, mi guarda, si ferma e mi dice "è che tu dai luce". E se ne va.
Sono le cose che capitano in questa città. Dove tutto può capitare.
Tutto il resto, davvero, è come il mare quando sei sott'acqua. Perché pensate che i pesci siano muti?

COCA PRECARIA
Per la coca:
300 gr di farina
10 mg di lievito fresco
3 cucchiai d'olio
50 gr di lardo (oppure burro)
1 cucchiaio raso di sale
1 cucchiaino di zucchero
120 ml di acqua tiepida

Per l'escalivada:
2 cipolle non troppo grandi
1 peperone rosso
1 melanzana
2 pomodori
4 sardine (o acciughe sotto'olio)

Per condire:
2 spicchi d'aglio
Prezzemolo
Paprika dolce
Pepe nero
Olio d'oliva

I catalani, brava gente. Sul serio. Educati, rispettosi delle regole, tolleranti, gran lavoratori e sempre con i piedi per terra, quel buon senso che loro chiamano orgogliosamente "seny", e che li definisce. Solo qualche difetto, come tutti: hanno fama di tirchi e non sono le persone più espansive d'Europa, al meno quando non ti conoscono bene. E poi hanno una leggera tendenza a rivendicare come proprie tradizioni e glorie altrui. Cristoforo Colombo era catalano, e non perdete il vostro tempo cercando di fargli cambiare idea. Idem per la pizza, forget about Naples, secondo loro la pizza deriva dalla "coca", un impasto di farina e acqua che fornisce la base di innumerevoli ricette dolci e salate. Una volta ho persino letto che "ciao" deriva dal catalano adeu-siau. Altro che veneziano.
Ma torniamo alla coca, che è meglio. Ne esistono più di cento varianti, le più conosciute sono la coca de Sant Joan, la coca de Trempó e la coca de recapte
Recapte vuol dire tipo "provvista" o "rimasuglio" e questa coca si può preparare in anticipo e poi consumarla durante una delle innumerevoli feste catalane, o di quartiere o di quello che capita. L'escalivada è un contorno tipico, potete cucinarlo anche senza coca, nessuno si offenderà.
Vamos a ver.

In un recipiente mescolo con le mani farina e lievito. Quando il tutto è ben mischiato aggiungo l'olio e l'acqua, poi aggiungo anche il lardo (o il burro), il sale e lo zucchero. Impasto fino a che non ottengo una massa uniforme, se necessario aggiungo acqua. Continuo a impastare (ci vuole un po' di pazienza) su di una superficie infarinata finché la massa non appare morbida ed elastica. Lascio riposare 30 minuti a temperatura ambiente in un recipiente coperto con uno strofinaccio. Quando la massa ha lievitato la impasto di nuovo velocemente e poi la stendo in forma di un rettangolo stretto.
Per l'escalivada faccio preriscaldare il forno a 200 gradi. Lavo la verdura, l'asciugo e la spennello con olio d'oliva. Metto su una teglia ricoperta di carta oleata e inforno per circa 45 minuti, avendo cura di girare spesso. I pomodori probabilmente saranno pronti un po' prima.
Levo dal forno e faccio raffreddare, poi levo la pelle al peperone, alla melanzana e ai pomodori. Taglio tutto a striscioline. Per il condimento, pesto in un mortaio l'aglio con il sale. Aggiungo poi 2 cucchiai di olio d'oliva e il prezzemolo (quantità a gusto). Spolvero di paprika e pepe.
Ora bagno l'impasto di coca con il condimento, poi aggiungo l'escalivada e in ultimo le sardine. Ricopro con altro condimento e inforno a 220 gradi per circa un quarto d'ora.
Servire tiepido e freddo, meglio se il giorno dopo, meglio ancora se a una festa, una qualunque. 

Questo post è stato scritto in italiano, o in catalano antico. Dipende dai punti di vista.

Playlist sotto il mare
Fufü-Ai – BCN
Giulia y los Tellarini - Barcelona
I'm from Barcelona - Always Spring

7 commenti:

  1. Ogni tanto càpito da queste parti, e tutte le volte che vedo che il bloccodellacuocaprecaria ha lasciato il posto a un nuovo post, sono sempre contenta. Questa pizza catalana, poi, mi ispira assai. E sto canticchiando "Somewhere it's always spring" da mezz'ora, dannata Cuoca precaria. (scrivi di più, dai!!)

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    1. Somewhere it's always springggggggggg!
      Qui è primavera davvero, comunque!
      :)

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  2. Auguri, per il tuo compleanno catalano:)
    La tua coca mi piace molto e ricorda un poco la Pizza all'Andrea della nostra Riviera di Ponente (e la Pissaladiere).
    il tuo post sotto il mare è bellissimo!

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    1. Grazie Patrizia!
      Che voglia mi hai fatto venire di un bel giretto nella Riviera di Ponente!

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  3. La Coca a l'Escalivada mi ricordano le pucce pugliesi (in particolare conosco quelle del Salento) dove nell'impasto del pane (che è di semola di grano duro però) viene messo un sugo di zucchine, peperoni,cipolla, peperoncino). Il pane e il sugo vengono impastati insieme però. Bè non sono proprio uguali ma profumano di pane e di sapori che inebriano il palato. e mi è già tornata fame. dato che sono le 22.30 meglio smettere di pensarci, meglio dormirci sopra. Già due anni che sei a Barcellona, buon anniversario!!!Mi piace come scrivi le ricette, sono ricette di vita non solo di cibo. :-)

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  4. sembra delizioso.Grazie per questa ricetta
    http://restaau.it/Search/City/ristorante-torino.html

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