12.1.10

VerdeQueTeQuieroVerde


Verde che ti voglio verde.
Verde vento. Verdi rami.
La barca sul mare
e il cavallo sulla montagna.
Con l’ombra nella cintura
lei sogna sul suo balcone
verde carne, capelli verdi,
con occhi di freddo argento.
Verde che ti voglio verde.
Sotto la luna gitana,
le cose la stanno guardando
e lei non le può guardare.
(…)

Federico García Lorca



Il nuovo anno è iniziato, anche il nuovo decennio. È tutta una novità da queste parti.

Il Tevere sale e scende con le piogge a ritmo dance, e Roma è verde e puzzolente. Ma la gente osserva il fiume rapita: come tanti aspiranti suicidi o poeti dilettanti, la città è sul ponte a guardare la marea marcia che avanza, danza, si muove, straripa, cambia idea. Comunque, anche se rancida, è un’esplosione di natura alla quale non siamo più abituati. E ci fermiamo tutti lì, storditi, sul ponte. Il Tevere ha un suo fascino inquinato, una violenza verde melma che ti cattura.

È bello, a modo suo. Roma è bella. Specie con questo sole assurdo dopo settimane di pioggia. Ti fa sentire un sopravvissuto. Ti viene da sorridere, cercare la telecamera e gridare: “grazie a tutti quelli che mi hanno televotato, sono ancora nel reality, sono ancora in gara”.


Io sono sempre in nomination, ma non mollo. Al massimo ballo, come il Tevere.



VERDE E BALLERINO

Piselli surgelati

1 cipolla

1 patata

Brodo vegetale

Burro o olio

Sale


In primavera useremo piselli freschi. Ora il Tevere balla, la marea avanza, il nuovo incombe e questa crema di piselli surgelati è un omaggio al verde, che in fondo vuol dire speranza anche quando è il verde di un fiume schizofrenico e inquinato.

In poco burro o olio faccio imbiondire la cipolla (o lo scalogno, più soft e per questo meno adatto ai fiumi italiani) e poi aggiungo la patata tagliata a tocchetti piccoli e ricopro con il brodo. Lascio cuocere un quarto d’ora circa e poi aggiungo i piselli (con queste dosi vanno bene 400-500 grammi) fatti scongelare. Cuocio ancora per 10 minuti, aggiungo il sale e poi trito con il minipimer, aggiungendo se necessario un po’ di brodo vegetale per rendere il tutto più cremoso. Ci sta bene un po’ di panna (da aggiungere insieme al brodo), ma non è fondamentale. Una volta impiattata la crema si può cospargere di striscioline di prosciutto crudo (o speck) fatte saltare in padella e/o di crostini di pane tostati e sminuzzati.

Verde che ti voglio verde. Che sia verde per tutti.


Playlist verdissima

Manzanita – Verde que te quiero verde


8 commenti:

  1. La verita'? Vorrei avere piu' tempo per passeggiare lungo quelle verdi acque melmose, e per guardarle respirare. E per vedere le papere trascinate a fondo dalle pantegane, e i gabbiani straccioni e strilloni farci sentire come un cumulo di rifiuti in peligro... la natura, pur se verde, e' bella, e Roma e' bella, hai ragione tu. A volte serve ricordarselo un po'.
    Grazie.

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  2. Laura, questo post capita a proposito.
    Sono a Roma, mai come in questo periodo ci capito spesso e me ne sto innamorando follemente, non so come mai non era avvenuto prima.
    Un abbraccio

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  3. @PolloAPois: oddio, povere papere!

    @Lydia: be' citofonami che ci prendiamo un caffè sul ponte!

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  4. è troppo tempo che non vengo a Roma, penso che mi piacerebbe pure il verde puzzolente!
    siamo sempre inesorabilmente in nomination....bacio

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  5. Conta pre sul mio voto e vai tranquilla!

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  6. Io mi sono nominata da sola, ma ciò nonostante sono rimasta in gara malgrado il 2006, il 2007 e il 2008. E nel 2009 non avrò vinto il reality ma sono arrivata in finale. :-)
    L'ho sempre detto che sono di quelle che sopravvivono... (anche alla faccia di qualcuno, diciamolo:-)))
    Quelle che sopravvivono mi sono simpatiche, te compresa. Baci.

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  7. Io me ne sono scappata dal nepal in Spagna... marito, gatti e tutto... vengo a fare un salto qui da te e ci trovo una delle mie poesie preferite di Federico Garcia!

    Buon anno! A te e a tutti noi! E speriamo che sia moooolto meglio di quello che ci siamo lasciate alle spalle!
    Niki

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