(Antoni Gaudi)
Il tuo vicino di casa è sparito? Il tuo bar di fiducia ha chiuso all'improvviso? Il tuo commercialista non risponde più al telefono?

Federico García Lorca
Il nuovo anno è iniziato, anche il nuovo decennio. È tutta una novità da queste parti.
Il Tevere sale e scende con le piogge a ritmo dance, e Roma è verde e puzzolente. Ma la gente osserva il fiume rapita: come tanti aspiranti suicidi o poeti dilettanti, la città è sul ponte a guardare la marea marcia che avanza, danza, si muove, straripa, cambia idea. Comunque, anche se rancida, è un’esplosione di natura alla quale non siamo più abituati. E ci fermiamo tutti lì, storditi, sul ponte. Il Tevere ha un suo fascino inquinato, una violenza verde melma che ti cattura.
È bello, a modo suo.
Io sono sempre in nomination, ma non mollo. Al massimo ballo, come il Tevere.
VERDE E BALLERINO
Piselli surgelati
1 cipolla
1 patata
Brodo vegetale
Burro o olio
Sale
In primavera useremo piselli freschi. Ora il Tevere balla, la marea avanza, il nuovo incombe e questa crema di piselli surgelati è un omaggio al verde, che in fondo vuol dire speranza anche quando è il verde di un fiume schizofrenico e inquinato.
In poco burro o olio faccio imbiondire la cipolla (o lo scalogno, più soft e per questo meno adatto ai fiumi italiani) e poi aggiungo la patata tagliata a tocchetti piccoli e ricopro con il brodo. Lascio cuocere un quarto d’ora circa e poi aggiungo i piselli (con queste dosi vanno bene 400-500 grammi) fatti scongelare. Cuocio ancora per 10 minuti, aggiungo il sale e poi trito con il minipimer, aggiungendo se necessario un po’ di brodo vegetale per rendere il tutto più cremoso. Ci sta bene un po’ di panna (da aggiungere insieme al brodo), ma non è fondamentale. Una volta impiattata la crema si può cospargere di striscioline di prosciutto crudo (o speck) fatte saltare in padella e/o di crostini di pane tostati e sminuzzati.
Verde che ti voglio verde. Che sia verde per tutti.
Playlist verdissima
Manzanita – Verde que te quiero verde

Non penso mai al futuro. Arriva così presto.
(Albert Einstein)
Ci siamo, il 2009 è pronto a rotolare in un cassetto impolverato insieme alle mutande rosse che userete a capodanno. E voi, lo so, vi starete già domandando come sarà il nuovo anno. Eccolo qui.
Il 2010 sarà l’anno più caldo di sempre, a sentire gli scienziati, e sarà l’anno peggiore per la vendita di auto. Andremo a piedi sotto un sole bollente. Ma sarà anche l’anno delle riforme, almeno così dice il nostro premier, e l’anno della Biodiversità (ma noi quella la celebriamo da anni, votando il nostro premier). Il mercato dei chip sarà in ripresa (contenti, eh?) e sarà l’anno degli eretici digitali, qualunque cosa siano. Sarà l’anno della tigre, dell’e-book e del cinema in 3D. Tecnologici quindi, pure nella giungla. Il 2010 sarà anche l’anno della svolta, dicono, ma non abbiamo capito quale.
Per gli arieti come me, e per i leoni e i sagittari, sarà l’anno di Saturno, contro. Ma pare che non sia così negativo: il buon vecchio Saturno aiuterebbe a chiudere vecchi cicli, e a sperimentare. Olè. I tori saranno rilassati e affascinanti, le vergini conosceranno le rivoluzioni dell’anima, i capricorni sperimenteranno nuove armonie, i gemelli saranno rimpinzati di amore, i bilancia saranno creativi, gli acquari instabili ma pieni di emozioni, i cancri sperimenteranno il successo, gli scorpioni saranno fortunati, i sagittari ottimisti e i pesci fluidi, spericolati e sorridenti.
Sarà poi l’anno della raccolta rifiuti porta a porta e del turismo verde. Speriamo davvero. Sarà l’anno europeo della lotta alla povertà ma sarà anche l’anno del Milan, che povero non è ma fa venire un po’ voglia di lottare (contro, come Saturno). Sarà il bicentenario della nascita di Chopin, quindi il 2010 è anche il suo anno. Mentre ascoltiamo un notturno del Maestro, ricordiamoci che sarà anche l'anno della lotta all'obesità, perciò piano col cotechino. Sarà l’anno della formazione e l’anno della Cina in Italia. Per comodità formativa suggerisco quindi un corso di cinese. Sarà l’anno del turchese, dovevo dirvelo. E sarà l’anno di Android, che non vi preoccupate non sono gli alieni ma è un sistema operativo targato Google per gli smartphone, cioè i cellulari intelligentissimi (e anche questo non potevo tacervelo). A proposito: il 2010 sarà l’anno dei micropagamenti con il cellulare, così stiamo comodi, ma sarà anche l’anno del lusso, che con i micropagamenti ha poco a che vedere.
Il 2010 insomma sarà l'anno di un sacco di cose, speriamo anche di qualcosa di giusto.
Per me il 2010 sarà l’anno del coraggio, della dolcezza, della forza. Sarà l’anno del sorriso, delle unghie laccate di rosso ciliegia e dei libri gialli. Del viola che chi l'ha detto che porta sfiga e dei ciclamini bianchi che non muoiono mai, anche se non hai il pollice verde. Degli amici veri, dei viaggi, dei cambiamenti. Della calma, della voglia, delle parole. Del radicchio, della mela e della musica. Del movimento, della luce, del mare.
Sarà l’anno dell’amore, come ogni anno, come sempre. Ogni anno è buono per amare un po’ di più.
Buon anno!


